Rendere i soldi? Una beffa, i pareri sono bipartisan


I presidenti delle Circoscrizioni di Prato rischiano di dover rendere le indennità «Se l’avessimo saputo avremmo lavorato anche gratis. Ma così è ingiusto»...........

I presidenti di Circoscrizione e il pericolo di dover restituire al Comune 40 mila euro a testa. Un caso politico che imperversa da 24 ore nel massimo palazzo del potere cittadino.

Ad accorgersene sono stati gli uffici che hanno portato l\'incartamento al segretario generale, Michele Pinzuti. Secondo il decreto Salva-Italia del 2011 ogni carica ricoperta in un\'istituzione non prevista dalla Costituzione e legata a un Comune capoluogo con una popolazione inferiore ai 250 mila abitanti dovrebbe essere esercitata a titolo gratuito. Deflagrato il caso, pubblicamente, ieri mattina i presidenti delle 5 Circoscrizioni si sono armati di prudenza e hanno avuto un colloquio con l\'alto dirigente.

Potenzialmente sono incappati in un errore del Comune, che ha continuato a corrisponderli l\'indennità di funzione nell\'ultimo biennio. «Alla base – ricorda il presidente della Centro, Massimo Taiti – c\'è una disposizione dell\'amministrazione, che considerò le Circoscrizioni diretta emanazione del Comune e non degli enti a sé stanti».

L\'interpretazione del decreto Monti, in realtà, a prima vista non lascerebbe scampo all\'articolo 23 comma 2°: «La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione (come le Circoscrizioni, ndr) è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza, con esclusione dei Comuni di cui all’articolo 2, comma 186, lettera b), della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive modificazioni». Tanto da far pendere in maniera univoca la giurisprudenza della Corte dei Conti di Lombardia, Veneto e Marche.

«Fosse stato per me – prosegue Taiti – avrei rinunciato subito all\'indennità, una volta saputo del problema. Pinzuti, però, ci ha chiesto di aspettare l\'interpretazione autentica del ministero». Palpabile, sarebbe, la sua amarezza se ad una possibile bocciatura dell\'appannaggio di carica dovesse far seguito una richiesta di rimborso da parte dell\'ente: «Mi comporterei da uomo delle istituzioni e agirei di conseguenza. Malgrado questo, la troverei una misura ingiusta. Constato che il segretario generale non ne ha fatto menzione durante il nostro incontro». Manzan (Nord) ricorda insieme ai colleghi, all\'entrata in vigore del Salva- Italia di aver dato la disponibilità a lavorare anche a titolo gratuito, mentre Mosca (Ovest) si fa due calcoli in tasca: «Ho ricevuto quel corrispettivo per il lavoro fatto. Devo comunque ricordare che riscuotendola ho pagato 5.000 euro di tasse in più all\'anno».
di Carlandrea Poli www.iltirreno.gelocal.it


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